Welcome to Me (2014)

Welcome to Me (2014) featured

Alice Klieg, una borderline americana con forti carenze culturali ed una smisura misura di se stessa, vince una caterva di soldi al Lotto e si dà quindi alla pazza gioia spendendo 15 milioni di dollari su un programma televisivo durante il quale si metterà a nudo di fronte a milioni migliaia di telespettatori cercando di soddisfare quell’egocentrica fame bastarda di sé.

Chi avrà pazienza di aspettare un’oretta potrà vedere la patata e le minne sottotono di Kristen Wiig.

Welcome to Me (2014)

Commediola dolciamara molto superficiale nel suo approccio alla malattia mentale e fin troppo assolutoria rispetto ai mille risvolti negativi che in genere questa comporta.
La formula è chiara: far divertire lo spettatore con brevi gag dal dubbio valore comico, spremere gli attori per quel poco che possono dare con una sceneggiatura così abbrutita dentro il suo stesso (seppur interessante) incipit e infine (but not least) metterci una bella spolverata di quella sana volgarità maschilista partorita invece come fosse femminismo ultima gloria (vedi Ghostbusters) con le donne sucazzi e gli uomini ad una dimensione.

Un film bellino, ma anche molto irritante per chi ha un’intelligenza superiore alla media.

VOTO:
3 bambini a una dimensione

Welcome to Me (2014) voto

Titolo originale: Welcome to Me
Regia: Shira Piven
Anno: 2014
Durata: 87 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: un Film una Recensione

I was Born, I Live, I will Die

2 pensieri riguardo “Welcome to Me (2014)”

  1. Un commento del genere presuppone che chi scrive abbia conoscenza delle problematiche del disturbo borderline, altrimenti espressioni quali: “superficiale nel suo approccio alla malattia mentale e fin troppo assolutoria rispetto ai mille risvolti negativi che in genere questa comporta” non avrebbero nessuna autorevolezza. Ciò premesso, magari tutti i boderline riuscissero a trovare una strada così efficace per esprimere se stessi. Con estrema delicatezza, delineato in un velocissimo fotogramma, in uno dei teatrini che la protagonista mette in scena nella sua trasmissione per rivivere e elaborare il proprio vissuto, viene raccontata una violenza sessuale, inoltre assistiamo alla discriminazione subita a scuola e a varie situazioni causa per lei di profonda sofferenza, che all’inizio non viene compresa, ma che a poco a poco commuove pure gli scettici responsabili della casa di produzione, che inizialmente vedevano in lei solo una gallina dalle uova d’oro, stupida, imbarazzante e fuori di testa. Io l’ho trovato molto interessante. Anche la disregolazione della sfera sessuale e la mancanza di inibizioni, inoltre, fanno parte del disturbo che viene raccontato, per cui nulla di quello che si vede è gratuito.

    1. Ciao Maria Chiara Pavone.
      Ovviamente per poter parlare sul mio blog di cinema del disturbo borderline, come di qualsiasi altro argomento, non serve alcuna autorizzazione ministeriale.
      Per il resto, grazie delle tue osservazioni.
      Curiosità: tu hai conoscenza personale del disturbo borderline?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *