Zeitgeist: the Movie (2007)

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Gesù cristo, figlio di Maria e Giuseppe, nato a Betlemme, bambino prodigio che conversava con gli intellettuali e i sacerdoti del Tempio quando aveva 6 anni, cresciuto da e come un umile falegname, dispensatore di miracoli quali resuscitazione dei morti e cura dei lebbrosi, moltiplicatore di cibarie per i matrimoni, camminatore sulle acque, fustigatore di banchieri e mercanti che avevano preso possesso del Tempio, accusato di eresia e crocifisso dai Romani sul Golgota assieme a due ladri con i quali 3 giorni dopo è asceso al cielo con tutto il corpo dopo una breve ma intensa apparizione di fronte ai suoi discepoli…

ecco, questa figura al limite del racconto fantastico non è mai esistita.

E stupisce che oggi, con tutto il bagaglio culturale che l’umanità possiede, le innovazioni scientifiche che hanno sbriciolato gran parte delle fandonie religiose e superstiziose ai piedi delle quali l’umanità si è chinata per millenni non riuscendo a comprendere meccanismi complessi celati ad una ricognizione superficiale come quella che poteva dare il tipico fedele del passato di una delle religioni monoteiste, ovvero uno sdentato pastore incula-capre violento coi più deboli e servo maledetto dei potenti, siamo ancora parte di un sistema così illogico e arcaico.

Zeitgeist: the Movie (2007)
dio vuole che scopi queste capre, lo sento

Questo documentario cerca di spiegare, con moltissime licenze poetiche e (cosa un po’ grave) manipolazioni audio-visive atte a veicolare un messaggio, il semplice concetto di come l’umanità sia da sempre governata da un ristretto gruppo di potenti i quali pensano di avere tutto il diritto di amministrare vita e morte della maggioranza della popolazione stupida e mediocre in virtù di questa o quella presunta superiorità fisico-intellettiva, con l’inconsapevole complicità delle stesse vittime.
E’ così infatti che è possibile spiegare la persistenza di assurdità quali la religione, ovvero il credere ciecamente in storie straordinarie di divinità infantili e vendicative senza avere la benché minima prova a riguardo.

Diviso in 3 parti che percorrono e disassemblano per il grande pubblico 3 punti principali (la religione, l’attacco alle torri gemelle e il sistema finanziario mondiale), il documentario (o sarebbe meglio definirlo opera audio-visiva visto che la sua prima incarnazione era proprio un’installazione artistica a New York secondo la quale tra l’altro diventa eticamente possibile quella manipolazione dei contenuti a cui si accennava sopra atta a raggiungere uno scopo ultimo e cioè la veicolazione di un messaggio importante a discapito di una chiarezza fattuale) procede la sua corsa iconoclasta trascinando un pubblico ipnotizzato da una narrazione incandescente e fluida allo stesso tempo.

Certo, bisogna ammettere che usando l’arma della metafora artistica nelle sue più varie accezioni, l’autore commette il medesimo peccato dell’elite che cerca di smascherare: entrambi infatti sono convinti della necessità della loro missione rivelatrice ed entrambi sono pronti a sacrificare sull’altare la verità oggettiva se questo significa la realizzazione di uno status quo a loro congeniale.

Superate però queste innegabili implicazioni logiche sicuramente merite di considerazione, Zeitgeist rimane nella sostanza assolutamente inattaccabile e fa ancora più impressione, a distanza di 10 anni, vedere come molte delle questioni sollevate dal film non hanno ancora trovato una spiegazione altra che non sia quella data in questa sede.

Gesù infatti non ha ancora trovato una sola prova storica della sua esistenza al di fuori dei testi sacri (quindi ovviamente di parte) e a proposito fa particolarmente impressione che un popolo quale quello romano, ossessionato con la storiografia e l’archiviazione degli eventi importanti, non abbia avuto interesse nel registrare l’esistenza di un essere umano assolutamente magico il quale poteva compiere miracoli straordinari e inspiegabili come e quando voleva; l’attacco alle torri gemelle resta in gran parte un mistero (di Pulcinella) con troppe lacune logiche e molte ombre nere su come si siano effettivamente svolti i fatti; la demolizione controllata dell’edificio 7 non è stata ancora stata spiegata da nessuna delle fonti ufficiali; ed infine, il sistema bancario si è rivelato essere, se mai ce ne fosse stato bisogno ulteriore, il gioco a Monopoli di una ristrettissima cerchia di magnati della finanza tecno-bancaria le cui pedine sono in realtà popoli e nazioni.

Nonostante il livello ansia venga sollecitato in più frangenti dal ritmo serrato di una storia fin troppo drammatica nella sua semplicità, la cosa che fa più paura è invece l’assoluta cecità di una larghissima fetta di popolazione umana, troppo indaffarata a far quadrare i conti per pensare alla devastazione sociale che piano piano sta stringendo i cordoni attorno ai loro cervelli assopiti.
D’altra parte è anche vero che bisogna stare attenti a dare totale ascolto a questo tipo di contro-propaganda perché si rischia, se non si è muniti di appropiati anticorpi logico-culturali, di prendere il primo forcone che capita a tiro e marciare su Roma.

Il che è chiaramente un male, specialmente se ti chiami Benito.

VOTO:
4 forconi e mezzo

Zeitgeist: the Movie (2007) voto

Titolo originale: Zeitgeist
Regia: Peter Joseph
Anno: 2007
Durata: 118 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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