Dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico per salvare Nemo, Marlin deve aiutare Dory ad attraversare l’oceano per ritrovare i genitori di lei.
La smemorata e il rompicazzi attraverseranno quindi territori ostili (ancora), si troveranno faccia a faccia con degli esseri umani (ancora) e faranno la conoscenza di numerose creature dal piglio un po’ simpatico e un po’ coglionazzo (ancora).
Quello che non si è capito è quanto (ancora) denaro si può tirar fuori dalle solite 2 o 3 idee family friendly con strizzatina d’occhio al pubblico adulto.
Molto carino, molto ben fatto, molto simpatico, molto commovente, molto molto molto quello che cazzo te pare; però perché ci dobbiamo sempre vedere i sequels?
Quale malsana passione cova la natura umana per la ripetizione, la reiterazione di schemi già visti, già collaudati?
Qual è la molla che spinge ad apprezzare una linea retta invece che un incavo di confusi rami narrativi inesplorati?
Ma soprattutto:
quanto velocemente si può proferire una bestemmia?
VOTO:
3 incavi e mezzo
Titolo originale: Finding Dory
Regia: Andrew Stanton, Angus MacLane
Anno: 2016
Durata: 97 minuti
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