“Kaminey” in Hindi vuol dire più o meno “bastardi” e guardando questo film si rimane interdetti su quali personaggi siano effettivamenti questi fantomatici bastardi.
Sono forse i due protagonisti (fratelli gemelli, uno buono e uno cattivo)?
O forse i loschi criminali facenti capo a Sunil Bhope, un corrotto criminale estremista di destra nazionalista e xenofobo che fonda la sua carriera politica sull’odio verso gli immigrati (un evidente ritratto di Bal Thackeray, odioso politico a capo dello Shiv Sena, partito al potere in Mumbai da molti anni)?
Oppure sono tutti gli abitanti di questa sporca, corrotta e sovrappopolata città indiana?
Il film non è male, se si considera il triste panorama cinematografico indiano.
Il coraggioso affondo allo Shiv Sena non è cosa da poco viste le maniere mafiose di questi politici.
La recitazione è accettabile (con l’attore protagonista che interpreta magistralmente i due fratelli) e i vari criminali-politici i quali appaiono sì come caricature ad un pubblico internazionale, ma che nel contesto indiano risultano normali.
Ed infine vanno elogiati alcuni bei momenti visionar-onirici (tipo la sequenza nella quale il fratello cattivo sogna di correre all’ippodromo munito di paraocchi, evidente simbolismo della sua scellerata vita che lo porterà a sbattere contro un muro) che aggiungono un tocco sofisticato ad un film altrimenti sufficiente.
Titolo originale: Kaminey
Regia: Vishal Bhardwaj
Anno: 2009
Durata: 130 minuti
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