Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2020)

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Arlecchina biricchina bocchinara è stata mollata dal Joker e da brava piccola borghese con il miserrimo sogno della famiglia americana col giornale il cane e il caffe non riesce proprio a darsi pace.
La poverina le tenta tutte: cazzi di gomma costellati di lamette, mazze chiodate su per il culo, viaggi in Africa alla ricerca del fantomatico big bambù ma… senza un uomo lei è niente.

E però: in suo aiuto arrivano altre 4 donne con altrettanti problemi irrisolti con altrettanti uomini e formano quello che può essere considerato con magistrale raffinatezza un “drappello di zoccole”.

Birds of Prey (2020)

Il film è uscito in Italia senza divieti ai minorenni nonostante sia zeppo di parolacce, gente che si beve e droga, violenza gratuita e glorificazione del più becero provincialismo culturale.
Nel “lontano” 2002 INVECE il grandioso film di Marco Bellocchio L’ora di religione uscì col divieto sotto i 18 anni per una sola singola bestemmia pronunciata da un personaggio rinchiuso in una clinica psichiatrica che, distrutto da anni di segregazione, tenta di sfogare in quella maniera la sua enorme frustrazione per l’incomunicabilità entro cui è sempre stato rinchiuso.

PORCO DIO.

Ad ogni modo, questo filmetto che un mio amico ha giustamente definito il #meTooFilm intendendo l’affrontare un problema reale e serio come la disparità di genere a suon di meme e stronzate superficiali che non vanno minimamente a minare la struttura fondante sopra la quale è stato eretto il castello patriarcale contro cui si dovrebbero battere queste femministe da due soldi alle quali Mary Poppins sputerebbe in bocca dopo aver ferocemente sbocchinato il signor Banks per accrescere la sua carica batterica orale, questo filmetto dicevo non passa il famoso Bechdel test con il quale viene popolarmente misurato il grado di femminismo di un’opera mediatica:
1- almeno due donne
2- che parlano tra loro
3- di qualcosa che non riguardi un uomo.

E visto che tutte e 5 le stronzette protagoniste hanno un problema con i loro uomini (boss, amici, datori di lavoro…) e ne parlano continuamente tanto che la spinta a formare il gruppo viene proprio dal fare fronte comune contro i maschi cattivi che rovinano loro la vita, beh: fate vobis.

Tutto questo ovviamente cozza tremendamente col supposto intento femminista di una pellicola che è confezionata da un manipolo di venduti al sistema capitalista con l’esplicita missione di smerciare un prodotto ad una massa di depensanti che si credono femministe, ma che in realtà sono delle vucchinare di quart’ordine.

vucchinare!

VOTO:
2 vucchinari e mezzo

Birds of Prey (2020) voto

Titolo: Birds of Prey: And the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn
Regia: Cathy Yan
Anno: 2020
Durata: 109 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

2 pensieri riguardo “Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2020)”

  1. Bella recensione. Condivido il discorso sul film, stupendo, di Bellocchio ingiustamente censurato. Peccato per la bestemmia

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