I carabinieri Leone, Pecora e Marmotta sono 3 animali da circo Togni che si fanno prima sbattere fuori dall’Arma con disonore e poi si tramutano in guardie del corpo private, inette ed ebeti, sempre alla ricerca della fregna e del guaio facile.
Cosicché, cagnetti viziati e cagne viziate saranno il loro pane da mordere forte e i ciocchetti di merda tra i denti che risulteranno da questo scempio sarete voi che vi siete fatti nuovamente fagocitare dal quel pozzo nero senza fondo di Neri Parenti.

Che dire.
Una merda ovviamente: noioso e lungo, che vaneggia tra una scenetta sulla penetrazione anale e l’altra sulle poppe rifatte della modella di turno, recitato a macchinetta sotto effetto di cocaina da un rassembramento nazi-fascista di attori sull’orlo della terza età e che non si rassegnano all’inesorabile castigo divino che sta per far loro visita di lì a poco…
E però una cosa bisogna dirla: nonostante la qualità pessima sotto ogni possibile aspetto, nonostante il chiaro intento di raggiro monetario nei confronti dei finanziatori e del pubblico pagante, insomma nonostante tutto il male che si possa dire di questo tipo di film, c’è però lungo tutto l’arco narrativo un interessantissimo totale disinteresse per la logica umana e per le più basilari regole del vivere civile che quasi rasenta il nonsense.
Tipo quando Er Cipolla, dopo essersi fatto un’involontaria fumata cannabinoide ed avuto un terribile trip allucinogeno, di punto in bianco gli piglia la diarrea e decide di cacare, con tanto di giornale non si sa preso dove, nel piccolissimo lavandino posto ad un metro e venti da terra di una macchina aromaterapica dentro la quale sta rilassandosi Gigi Marzullo che ovviamente morirà asfissiato dal fetore penetrato.
Una cosa così non ha semplicemente senso se si ragiona in maniera strutturata.
Qui invece si è partito dall’elemento merda e poi gli è associato Gigi Marzullo (geniale); da questo binomio poi si è costruita la scena per associazioni libere fiondando dentro un lavandino al posto della tazza del cesso, perché tanto sono entrambi di ceramica smaltata.
E’ il tipo di consecutio che avviene nei sogni per cui, da che stai passeggiando sul lungo Senna, ti ritrovi di botto a surfare ai Caraibi, solo perché nella scena prima c’era lo scorrere vorticoso dell’acqua.
Ecco, questo tipo di peto liberatorio anti intellettuale è l’unica cosa che effettivamente va salvata dei cinepanettoni.
VOTO:
1 “lavandino”

Titolo esteso: Body Guards – Guardie del corpo
Regia: Neri Parenti
Durata: 1 ora e 34 minuti
Compralo: https://amzn.to/4ehJQvD
Se ti senti offeso, clicca qui
