C’era una volta una malattia incurabile chiamata AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita.
Poi arrivò dio che guarì i malati e tutti vissero felici e contenti.
…
Come?
C’è ancora?
Non è scomparsa?! Ma come?
E allora dio?
…ah, non c’è nessun dio…
Ah, se ci fosse un dio non esisterebbero cose come l’AIDS?
Ma no! Hai frainteso: l’AIDS serve ad uccidere quei froci maledetti!
Ah… non colpisce solo i froci?
AH… lo si può prendere da trasfusioni, dalla madre in gravidanza e dallo scambio di fluidi corporei anche tra etero?
…
Ma allora che merda!
E io che pensavo solo i froci la prendessero!
Sai com’è, avevo visto Philadelphia e Tom Hanks lo prendeva in culo da Banderas.
Invece in Dallas Buyers Club il protagonista non è frocio? Anzi, è un razzista ignorante del texas?
Bene!
Ah, ma come? Il vero Ron Woodroof era in realtà bisessuale e non si sa perché qui hanno deciso di farlo etero e omofobico?
Ma che domande! Così possono vincere un altro oscar sfruttando per l’ennesima volta il tormentone del malato di AIDS con l’attore che perde una fracca di chili e tutti ad applaudirlo, e applaudono pure Jared Leto che fa un transessuale senza sopracciglia che poi è un personaggio totalmente inventato e però fa tanto colore.
E poi lo sai che Jared non è uscito dal personaggio per un mese? Prima, durante e dopo le riprese si comportava sempre da femmenella drogata con tanta tristezza dentro.
Bello Dallas Buyers Club.
Peccato che non aggiunga un beneamato nulla al discorso HIV e AIDS.
Titolo originale: Dallas Buyers Club
Regia: Jean-Marc Vallée
Anno: 2013
Durata: 117 minuti
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