Detour (1945)

Un pianista newyorkese squattrinato e vilipeso dalla vita di merda che deve compiere ogni giorno, schiacciato com’è dal sistema capitalista americano nel quale è costretto a sguazzare come un’anguilla disperata, decide di prendere “armi e ritagli” e partire alla volta della costa ovest per raggiungere la sua ragazza che si è da poco trasferita a Los Angeles tentando di sfondare ad Hollywood ma finendo invece con l’essere sfondata in culo da una tribù di beduini protestanti, lerci e lordi come un deputato.

Piano piano, facendo l’autostop, il nostro protagonista giunge in Arizona, ma è qui che la sua vita cambia per sempre, quando si farà rimorchiare da un bell’omone dalle profonde cicatrici e dalla disponibilità economica ragguardevole che gli farà scoprire, come a Renato Pozzetto, quanto gli piaccia il pesce.

Detour (1945)

Famosissima pellicola noir a basso costo che è stata riscoperta e rivalutata parecchi anni dopo grazie ai critici francesi tipo Truffaut, questo Detour è veramente ben congegnato, pur nella sua estrema semplificazione tra bianco e nero, e lascia ogni tanto anche un commento graffiante verso la società americana dell’epoca che non andrebbe troppo sottovalutato.

Non è ovviamente un capolavoro in assoluto ed il finale, anche per colpa della critica, lascia un pochino a desiderare, ma considerando le possibilità che aveva rimane godibilissimo, specialmente la prima metà.

VOTO:
4 Truffaut

Detour (1945) voto

Titolo italiano completo: Detour – Deviazione per l’inferno
Regia: Edgar G. Ulmer
Durata: 1 ora e 6 minuti
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I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore:

I was Born, I Live, I will Die

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