Loris è un poveraccio.
Un disoccupato senza arte né parte, stempiato come piazzale Loreto, smilzo e itterico da far schifo… eppure non è abbastanza.
Si dà il caso infatti che ci sia un serial killer di donne che le stupra e le storpia e le smunge e le smazza; donne vecchie e bambine, non fa differenza.
E’ una belva divoratrice senza fine che agisce indisturbata da parecchio tempo nel suo quartiere perché la polizia non sa che cazzo pigliare in bocca colmo di sborra stronza come ogni buon poliziotto dovrebbe servire e riverire la nobile italica nazione, e allora Loris, l’uomo qualunque debole e poveraccio e stempiato e itterico, viene incolpato e seguito e studiato da psicologo matto e donna poliziotta in forte voglia di cazzo colmo di sborra.
Ma Loris non cederà facilmente all’abbondanza di moine froce che la donna poliziotto gli sbatterà in faccia come fica lercia su denti lerci.
Uno spettacolo imbarazzante, quello, che ben si presta all’uomo che ama leggere Dante e decantare lo splendore di dio padre.
DIO PADRE!

Famosissima pellicola che ha aiutato a traghettare Benigni dall’essere un animale da palcoscenico con un piglio anche abbastanza non convenzionale, seppur ben dentro i limiti del vivere civile democristiano, all’essere di merda baciapile dei preti nel quale si è tramutato in maniera alchemica.
Molti siparietti sono certamente simpatici e infatti il pubblico l’ha premiato facendo di questo film il campione d’incassi dell’anno, davanti a Il re leone e Forrest Gump.
Non me ne capacito, ma devo accettarlo con un dogma di fede, tipo quello che la vergine Maria che sgravò sulla nuda terra suo figlio Gesù il nazareno sia poi magicamente volata in cielo alla sua morte con tutto il corpo putrefatto; specialmente gli organi genitali presumibilmente odoranti di urina ed umori femminei rilasciati in copiosa quantità al momento della dipartita.
Un olezzo che a tutt’oggi deve per forza persistere nell’alto dei cieli e che forse costringe Maria la palestinese a sedere al fianco di dio, sì, ma a 7 metri di distanza.
VOTO:
3 vergini Marie e mezza

Titolo inglese: The Monster
Regia: Roberto Benigni
Durata: 1 ora e 52 minuti
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