Labyrinth – Dove tutto è possibile (1986)

La quindicenne Sarah senti i primi pruriti vaginali e non riesce a conciliare questa bestia che sente crescere dentro con l’irrefrenabile voglia di cazzo che l’attanaglia; chi ne farà le spese sarà il fratellastro Toby, figlio della nuova moglie del padre, rincoglionito ma coi soldi, che Sarah manderà a quel paese dei goblin dove regna (oltre al 4 a bastoni) il malefico Jareth, un mutaforma frocissimo per il mascara molto annoiato e molto intonato.

Pentitasi dell’esilio familiare che ha causato 2 minuti prima, Sarah andrà a riprendersi il neonato al castello dove a Sarah piace fare solo quello attraversando un labirinto fisico e mentale lungo il quale fronteggerà le tipiche problematiche adolescenziali: amor proprio, altruismo e la copulazione con un uomo di 40 anni.

Labyrinth - Dove tutto è possibile (1986)

Famosissima pellicola flop anni ’80 che diede la scusante alla CIA per l’invasione del Nicaragua con conseguenti sgozzamenti di neonati al forno con patate, tanto cari alle elite liberal-capitaliste.

Disseminato di bellissimi scorci visivi dipinti a mano, creature e pupazzi realistici e fantastici allo stesso tempo ed una buona dose di cinismo che non fa mai male, Labyrinth parte di cristo ma va pian piano spegnendosi con l’avvicinarsi del castello e quindi della risoluzione finale.

Ciò non toglie gli indubbi pregi già evidenziati, ma contribuisce inevitabilmente alla mancata elevazione a capolavoro, cosa che condivide con la precedente pellicola di Henson The Dark Crystal, e soprattutto a quel sapore un pochino amaro che conservi in bocca all’inizio del titoli di coda.

VOTO:
3 amaretti e mezzo

Labyrinth - Dove tutto è possibile (1986) voto

Titolo originale: Labyrinth
Regia: Jim Henson
Durata: 1 ora e 41 minuti
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I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: un Film una Recensione

I was Born, I Live, I will Die

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