Living with Michael Jackson (2003)

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Per 8 mesi il giornalista britannico Martin Bashir ha seguito Michael Jackson in giro per il mondo armato di camera e faccia da culo.
Il risultato è stato questo piccolo documentario, dallo stile candido e dal contenuto abominevole (come Michael Jackson), che nei primi anni 2000 mi fece scoprire le follie dietro la figura mitica della pop star più famosa del pianeta.

L’infanzia negata, gli estenuanti tour, i fratelli che si portavano le fan in stanza d’albergo, la cinghiamattanza del padre, gli insulti e la vergogna per l’acne adolescenziale hanno segnato indelebilmente un bambino dalle incredibili doti artistiche e dall’animo forse troppo docile per sopportare la gabbia da leoni che è lo show business.
E crescendo, questo suo rigurgito d’infantilismo negato l’ha spinto a rinchiudersi nel suo grande ranch californiano circondato da giochi, uno scimpanzé chiamato Bubbles, un luna park, animali da zoo, suppellettili kitsch degne del più frocio di Los Angeles e uno stormo di bambini che periodicamente venivano a visitare una sorta di Disneyland drogata e rifatta, empia baldracca riflessa di un uomo che non accettava il corso naturale del tempo.

Indi, se siete in cerca di un viatico per il viaggio esplorativo delle chiappe più invereconde che l’occidente abbia mai visto, siete i ben serviti.

VOTO:
3 Bubbles e mezzo

Living with Michael Jackson (2003) voto

Titolo completo: Living with Michael Jackson: A Tonight Special
Regia: Julie Shaw
Anno: 2003
Durata: 110minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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