Due famiglie ottengono contemporaneamente dal buon dio l’arrivo di un figliuolo maschio, portatore della stirpe spermatica tanto cara al creatore nell’alto dei cieli, ma il creatore nell’alto dei cieli a cui è tanto cara la stirpe spermatica decide di giocare loro un tiro mancino facendo girar le culle come un trottola e scambiando i due neonati.
Questa bastardata divina, degna del più empio dei porci, fa sì che la famiglia Paci (tutta pia, rispettosa del prossimo e vegetariana) cresca un figlio stronzo e liberal-capitalista, mentre la famiglia De Tassis (tutta stronza, menefreghista e carnivora) tiri sù un animalista vegetariano tifoso della magistratura.
Ci sono anche i Fichi d’India acrobati del circo Orfei che devono recuperare un prezioso rubino e il signor Cipolla in un doppio ruolo a dir poco epico.

Probabilmente il migliore dei cinepanettoni del periodo più becero, quello con i tappi dello spumante in bocca a Boldi mentre De Sica scoreggia in petto ad un troione, ed anche uno dei meglio costruiti, seppur nella sua estrema semplicità.
Il film è infatti tutto giocato sui doppi e gli opposti, doppio Cipolla, doppia famiglia, doppi figli e due Fichi d’India.
E già qui viaggiamo a livelli alti considerando le premesse, se poi aggiungiamo plot twist, coreografie e una produzione indubbiamente più ricca, possiamo tranquillamente metterci con le mani dietro la nuca a farci succhiare il cazzo da De Laurentiis che, grazie agli incassi di questa pellicola, riuscì a comprarsi il Napoli calcio.
VOTO
2 Aurelio De Laurentiis e mezzo

Titolo russo: Рождество в Индии
Regia: Neri Parenti
Durata: 1 ora e 36 minuti
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