RoboCop (1987)

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Alex Murphy è padre e marito devoto, un cittadino rispettabile ed un poliziotto modello; poi, dopo 20 minuti di film, dei malavitosi dalla risata facile gli fanno saltare mani, braccia, lo riempiono di piombo, lo pigliano per il culo ed infine gli piantano una pallottola nel cervello.

Evviva i film sarcastici anni 80!

Dichiarato morto dai dottori, in un paese normale Alex sarebbe messo in una scatola di legno e sotterrato mentre le persone che lo conoscevano piangono e gettano terra su di lui; ma siamo in USA, Detroit, in un prossimo futuro distopico nel quale il corpo di polizia viene gestito in appalto da una corporazione privata, la OCP, che ha interessi in qualsiasi settore: dall’esercito agli ospedali, dallo spazio all’urbanistica.

RoboCop (1987)

La OCP vuole immettere sul mercato un robot capace di soddisfare la pressante domanda di sicurezza del cittadino medio americano, schiacciato tra delinquenza dilagante e capitalismo a briglie sciolte, un robot da testare sui civili e successivamente da vendere all’esercito per operazioni militari all’estero.
In questo scenario da incubo, il corpo smembrato di Alex Murphy capita a fagiolo: viene smontato, modificato, assemblato e resuscitato come RoboCop, il poliziotto robot che spacca il culo ai teppistelli da strada, ma che non è autorizzato ad arrestare i dirigenti della OCP.
Riuscirà il nostro eroe metallico a giungere ai piani alti del sistema e sfondare il culo a questi colletti bianchi fascio-capitalisti?

RoboCop fu un bel successo di pubblico e di critica, e a ben ragione: il suo pesante cinismo nietzscheano, il sarcasmo politico e la tagliente satira sociale si sposarono perfettamente col suo (apparentemente) superficiale stile da film d’azione americano pieno di troie, cocaina e dirigenti di corporazioni spietati e opportunisti.

Il rifacimento del 2014 invece verrà fortunatamente presto dimenticato nel pozzo delle diaree filmiche da milioni di dollari fatte da teste di minchia senza cervello i quali non hanno capito un cazzo della vita e che spero muoiano presto tra immani sofferenze.

Stronzi.

VOTO:
5 Emil Antonowsky inaciditi

RoboCop (1987) voto

Titolo originale: RoboCop
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1987
Durata: 102 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

4 pensieri riguardo “RoboCop (1987)”

  1. Sono davvero pochi i film visti in età pre-adolescienziale che continuo ad apprezzare ancora oggi. Robocop è uno di questi. Non ho visto il remake e non credo di volerlo fare, visto che di sicuro rischio di rovinarmi il ricordo di un film più che riuscito.

      1. Allora correrò il rischio, giusto per curiosità. Spero non abbiano completamente bypassato il messaggio satirico dell’originale.

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