The kid stays in the picture (2002)

Robert Evans è stato uno dei più importanti e spericolati produttori hollywoodiani che la storia ricordi.
Sotto il suo vigile occhio, dentro e fuori la Paramount Pictures, hanno visto la luce perle tipo Rosemary’s baby, Serpico, Il padrino, Urban Cowboy, Il maratoneta, A piedi nudi nel parco, Chinatown, Harold e Maude, La strana coppia e La conversazione.
Finito sotto le mani della giustizia prima per un traffico di cocaina (dice lui per uso personale) e poi per l’assassinio su commissione del co-produttore di Cotton Club Roy Radin (dicono gli altri che lui sapesse), Bob Evans ha certamente vissuto una vita ricca di sorprese, stracolma di fregna e povera di preoccupazioni reali tipo con quali soldi pagare la bolletta del gas.

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ecco due che non pagano mai una bolletta

Bel documentario di cui ignoravo l’esistenza (come d’altronde ignoravo l’esistenza del qui presente produttore Robert Evans), questo prodotto a metà strada tra il serio e l’autoironico non mancherà di allietare l’animo di cinefili accaniti come anche di esperti de ‘sto cazzo tipo me.
Unico problema: il film è narrato da Robert Evans stesso che, dopo l’infarto del 1998, è rimasto mezzo paralizzato e con una certa parlantina sbiascicata e roca da far invidia a Francesco Nuti; quindi se non mettete i sottotitoli (o non lavorate con le comunità di recupero inglesi) capirete tipo il 10%.

VOTO:
3 10% e mezzo

the-kid-stays-in-the-picture-(2002)-Voto

Titolo originale: The Kid Stays in the Picture
Regia: Nanette Burstein, Brett Morgen
Anno: 2002
Durata: 93 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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