Amore Tossico (1983)

Ndo’ s’annamo a spertusa’ ‘a venazza?
Oh, gira qua, dai!
Va dritto.
Oh, ‘namo a le fratte che è er posto più vicino, su.
No, le fratte no!
Oh!!! Avete cacato er cazzo! ‘O so io do’ s’annamo a fa’.

Roma, anni '80
Roma, anni ’80

Carlo Caligari è stato un regista fuori dagli schemi e fuori dal sistema: nella sua quarantennale carriera è riuscito a girare solo 3 film (l’ultimo in uscita a settembre grazie all’aiuto dell’amico di sempre Valerio Mastandrea).
Amore tossico invece è stato il suo esordio col botto sul grande schermo con un trionfo a Venezia, dove vinse il premio De Sica; girato tra Ostia e Centocelle con uno spirito profondamente neorealista e attori dalla strada veramente tossicodipendenti, Amore tossico è un’anomalia, un film che in teoria non sarebbe dovuto uscire.
Perché Amore tossico descrive ma non giudica questa realtà fatta di rapine, droghe e disperazione, e in un paese come l’Italia, pieno di preti e fascisti, l’assenza della condanna è un fatto strano e pericoloso, perché lascia la gente libera di pensare.

Ma Amore tossico non è solo un film crudo sulla tossicodipendenza delle periferie romane negli anni ’80, è anche uno straordinario manifesto in salsa comica di un punto di vista politico preciso che vedeva (e vede) nel cittadino in difficoltà un motivo di compassione e non un moto di disgusto.
I bravissimi attori non-attori riescono a veicolare tutta la spontaneità di una vita condotta alla giornata, dove si campa in attesa della “svorta” e cioè un evento improvviso e in parte inaspettato che regala al fortunato che “ha svortato” una prospettiva nuova e un motivo in più per non ammazzarsi buttandosi “a fiume”.

Io me lo ricordo, quando ero piccolo, quello che si diceva sui tossici: gente da evitare, gente pericolosa, che ti rubava il portafoglio, che ti bucava con l’ago sporco, che ti attaccava le malattie.
C’era una fobia assoluta e l’atteggiamento del popolo era quello di voltare la testa dall’altra parte, un po’ come si fa oggi coi nuovi disperati agli angoli di una Roma eterna e ingiusta.
Claudio Caligari invece ci si butta a capofitto in questa nebbia delle coscienze collettive, in questa melma del fallimento delle politiche di inclusione varata negli anni ’70, e lo fa con un amore sincero, un amore semplice che fa da perfetto contraltare ai piccoli e disperati amori di Cesare, di Ciopper, di Enzo, di Michela, di Patrizia, di Loredana e di tutti quelli che non ce l’hanno fatta a portare dentro quell’insostenibile voglia di felicità.

VOTO:
5 Pasolini

Amore tossico (1983) voto

Titolo inglese: Toxic Love
Regia: Claudio Caligari
Anno: 1983
Durata: 90 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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