Call Me Lucky (2015)

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Non ero assolutamente a conoscenza del commediante Barry Crimmins, un omone che negli anni ’80 divenne il più famoso stand up comedian nella area di Boston nonostante trattasse temi politici (e perciò scottanti) con un tono irriverente al limite dell’insulto.
Il suo stile al vetriolo era però accompagnato da un’umanità profonda che lo faceva sempre parteggiare calorosamente con i più sfortunati e gli inascoltati della società cosiddetta civile.
Tutto questo suo fantastico umanesimo misantropo lo ha portato negli anni a supportare le più disparate battaglie sociali: dalle madri dei soldati americani morti, alle vittime dei Contras in Nicaragua, dalla lotta ai fascio-capitalisti, agli scandali della pedofilia online.
Sempre con una mano sul cuore, come i bambini mutilati di un’ospedale in Nicaragua i quali, alla fine di un suo sincero discorso di amicizia ed umanesimo internazionale, hanno cominciato a battersi il petto con la sola mano rimasta loro contravvenendo al famoso detto secondo il quale una mano sola non può applaudire.

Call Me Lucky (2015)
curiosità: è possibile battere il ciak con una sola mano

Sorprendente documentario diretto dallo Zed di Scuola di polizia il quale mi aveva già regalato una perla come World’s Greatest Dad.
Al di là dei colpi di scena e le calorose testimonianze di chi conosce questo moderno Don Chisciotte sano di mente in un mondo di matti, quello che colpisce è proprio la sincerità con la quale Barry crede nell’amicizia e la cooperazione tra umani e la sua conseguente indignazione profonda di fronte al menefreghismo individualista dei potenti.
Questo sputa-insulti dal passato ferito ha la straordinaria capacità di andare oltre il velo di superficialità attraverso il quale molti tendono a giudicare il resto del mondo, per andare invece a scovare la straordinaria genialità di ogni essere umano che si sia costruito una sovrastruttura protettiva ridicola ai più e che però l’ha tenuto in vita, spiritualmente e fisicamente, fino a quel momento.
L’insegnamento di Barry è questo: quando vedi uno zoppo, non fermarti all’andatura goffa, ma elogia tutti gli spasmi muscolari che quel corpo si sforza di fare per mantenere un’andatura eretta; quando senti un balbuziente non spazientirti se ci mette troppo a finire una frase, ma prova ad apprezzare la grande volontà di comunicazione dimostrata.
E non vergognarti di mandare affanculo chi invece distugge e calpesta tutto ciò per cui vale la pena vivere solo per un tornaconto personale.

Il signor Crimmins ha avuto una vita travagliata e questo ha sicuramente influenzato il suo modo di rapportarsi al mondo, ma segui il suo esempio e cerca di andare oltre il suo capello scompigliato e il baffo da lottatore messicano, perché sotto quei chili di birra e grasso alberga un essere umano che cerca con tutte le sue forze di rimanere in sintonia col resto del mondo.

Sento che ci sono nazioni intere che si sentono come mi sento io.
Capisci? Intere nazioni.
Ed è per questo che non me ne frega un cazzo del “sogno americano”, perché…
io sono così. Questo è il paese che sono io.

Sono il paese dei bambini stuprati, sono il paese dei poveracci col cuore spezzato, e degli inculati dalla vita, e dei disperati senza speranza d’essere ascoltati.
Questo è il paese da cui provengo.

– Barry Crimmins-

VOTO:
4 Zed e mezzo

Call Me Lucky (2015) voto

Titolo originale: Call Me Lucky
Regia: Bobcat Goldthwait
Anno: 2015
Durata: 106 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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