Il circo (1928)

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Un vagabondo americano affamato e inconsolabilmente solo come un cane trova lavoro presso un circo, inconsapevole d’essere l’attrazione comica principale.
Innamoratosi segretamente della figlia acrobata del direttore la quale invece si prende una cotta per il funambolo (e parecchie botte dal padre violento e insensibile), il povero reietto dal cuore infranto non riesce più a far ridere il pubblico col rischio quindi d’essere licenziato da un momento all’altro.

Lacrime napulitane a seguire.

Il circo (1928)
amico mio, fai ridere al cazzo

Travagliatissimo capolavoro del grande Chaplin che rischiò di non essere mai finito per una serie interminabile di incidenti che misero a dura prova la tenacia del piccolo maestro del cinema muto.
Tra incendi, pellicole graffiate, furti e una causa di divorzio milionaria con la seconda moglie Lita Grey, Chaplin ebbe infatti un pesante esaurimento nervoso e una folata di capelli grigi gli pervase rapidamente il cranio costringendolo a tingersi all’età di 37 anni.

Al di là di questi miserrimi aneddoti da rotocalco, la pellicola si distingue tuttora nel panorama comico cinematografico per l’amara dolcezza con cui Chaplin tratta le classi più bistrattate e la dignità che dona ai suoi personaggi femminili anche a discapito del proprio, cosa da non sottovalutare per un film degli anni ’20 del secolo scorso.

Certo, Charlie si ritaglia sempre quel principesco ruolo del triste candido spupazzato dagli eventi che alla fine esce sempre moralmente a testa alta, ma non vedo perché non debba.

VOTO:
4 Dibba e mezzo

Il circo (1928) voto

Titolo originale: The Circus
Regia: Charlie Chaplin
Anno: 1928
Durata: 71 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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