Il labirinto del fauno (2006)

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La Spagna di inizio 20° secolo era una terra di re pezzenti, in grave crisi economica e strutturale: la maggior parte della popolazione viveva in semi-povertà, i latifondisti governavano le poche terre coltivabili con pugno di ferro e metodi medievali, c’era la monarchia e il potere ecclesiastico permeava ogni aspetto della società.
Insomma, era come l’Italia di oggi.

Alle elezioni di aprile del 1931 i socialisti e i liberali repubblicani vinsero tutte le provincie, rendendo di fatto la monarchia obsoleta e indesiderata; il re scappò in esilio e si introdusse la nuova costituzione della neonata seconda repubblica spagnola.
Tra le varie riforme introdotte dal neo governo ci fu il suffraggio universale, la libertà di parola e di associazionismo, la separazione tra stato-chiesa e il divorzio.
Insomma, un formidabile passo avanti nel progresso… che però fece incazzare di brutto fascisti, nazionalisti, preti, nobili, monarchici e retrogradi teste di cazzo in generale.

Ecco quindi che tra il 1936 e il 1939 ci fu la cosiddetta Guerra Civile Spagnola che vide opporsi i Nazionalisti (di Franco) e i Repubblicani: i primi supportati da Portogallo, Germania nazista e Italia fascista; i secondi da Unione sovietica, Messico e associazioni di sinistra di tutto il mondo.
Tra i combattenti repubblicani più famosi ci furono Ernest Hemingway che dall’esperienza tirò fuori Per chi suona la campana e George Orwell che scrisse Omaggio alla Catalogna.
La guerra finì purtroppo con la vittoria dei fascisti e per i successivi 36 anni la Spagna fu governata da un manipolo di inetti trogloditi dalla mentalità ristretta; nonostante ciò nessuna potenza mondiale si è mai lamentata del fatto che ci fosse una nazione fascista in Europa fino al 1975.
Così, tanto per ricordare la faccia da culo dei governi mondiali quando parlano di stati canaglia e regimi totalitari.

Ora, detto tutto ciò, possiamo inquadrare meglio il periodo storico che Guillermo ha scelto per ambientare la sua favola fantasy dark più famosa: la storia di Ofelia, una ragazzina alle prese con il Capitano Vidal (il patrigno fascista) e le creature magiche che vivono nella sua testa.

Il labirinto del fauno (2006)

La giovane Ofelia è confinata con la madre incinta su una montagna spagnola dentro l’avamposto militare del Capitano Vidal, il suo nuovo fascistissimo patrigno.

Mentre Vidal dà la caccia ai partigiani comunisti, Ofelia esplora i boschi circostanti piena di curiosità e meraviglia ed un giorno si imbatte nel fauno, una creatura mitologica figlia della natura che riconosce in lei la principessa del mondo sotterraneo scomparsa anni prima.
La storia procede su binari paralleli: da una parte Ofelia cerca l’uscita dal labirintico mistero riguardante il suo passato, dall’altra la Spagna cerca di uscire dal medioevo culturale imposto dai nazionalisti.

Chi ce la farà?

Questa favola politica dai toni scuri e molto adulta fu un successo mondiale… e a ben ragione.
Gli effetti speciali sono bellissimi e in gran parte reali, ore e ore di trucco e animatronics hanno dato vita a dei personaggi affascinanti ed emozionanti; le interpretazioni sono in tono e solo in parte eccessive, d’altronde quando si ha che fare con una favola è anche giusto calcare un po’ la mano; e la storia è uno stranissimo miscuglio di generi e sensazioni che lascia una forte carica politica antifascista nello spettatore senza però pregiudicare tutta la parte immaginativa e più fanciullesca.

Guillermo del Toro si riconferma un regista capace e soprattutto uno che se ne frega delle regole cinematografiche: i fascisti sono cattivi, i comunisti sono martiri e le bambine muoiono come stronze.

Ops!

VOTO:
4 Guernica e mezza

Il labirinto del fauno (2006) voto

Titolo originale: El laberinto del fauno
Regia: Guillermo del Toro
Anno: 2006
Durata: 118 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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