Ladri di barzellette (2004)

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Un produttore cinematografico truffaldino vuole truffare un regista di belle speranze un po’ scemo che ha in parcheggio da un anno e mezzo una trilogia sul caso Aldo Moro: sfruttando i soldi di un rozzissimo napoletano mignottaro e ipotecando la casa del regista, della madre e della sorella, il produttore truffaldino lo convince infatti a girare prima il seguito spurio del film Le Barzellette (dei Vanzina) assolvendo quindi ad una sorta di viatico finanziaro per spianare poi la strada alla trilogia politica che lo scemo cova da un anno e mezzo.

Ma ovviamente è tutta una truffa.
Esattamente come questo film del cazzo che parte subito male facendo un occhiolino spavaldo al grande capolavoro di De Sica e poi si permette pure di entrare nel metacinematografico mettendo in scena la realtà e facendo quindi impersonare il regista della storia da Aurelio Grimaldi, reale regista cinematografico e scrittore italiano che, tra le varie, ha firmato il libro e la sceneggiatura di Mery per sempre, e che lo stesso anno ha incredibilmente girato per davvero una trilogia su Aldo Moro.

Ladri di barzellette (2004)

Nonostante alcune timide premesse positive di timidissima satira sociale sulle pietose condizioni del cinema italiano, schiacciato come un’acciuga tra la sporcizia della commedia alla Vanzina e l’intellettualismo da due spicci di parecchi bimbi cresciuti senza le giuste tortorate sulle gengive e una paio di stoccate ai sinistronzi fascisti tipo quelli del PD che non guasta mai, ‘sta cacata demmerda de film de mannaggia sant’antonio abate che la quaresima della madonna ladra di dio nell’anima smidollata del figlio crocifisso senza acqua nel deserto sotto il sole mi ha leggermente alterato nello spirito per l’incredibile pochezza tecnica dimostrata (visto che pare come se fosse stato girato in un mese scarso con la telecamera digitale presa a Natale con lo sconto all’Unieuro) e l’insopportabile presenza delle stesse pietose barzellette raccontate da una serie interminabile di facce da cazzo che te le raccomando, come no.

Barzellette (tra l’altro) spesso sessiste, moralmente riprovevoli e socialmente pericolose per la veicolazione sotto forma di battuta di messaggi violenti e maschilisti, tipo questa:

Un uomo rimorchia una mignotta per strada e se la porta a casa.
Varcando la soglia e tenendosi la troia tra le braccia si accorge che la donna è in realtà un travestito.
Al che il travestito gli fa:
<Dimmi che sono una rondinella, dimmi che sono una rondinella!>

Lui allora va alla finestra e getta il travestito giù di sotto concludendo con:
<E mo vola rondinella>.

…e poi ci lamentiamo dell’ISIS che butta i froci giù dalle torri.

Coddio

VOTO:
1 travestito e mezzo

Ladri di barzellette (2004) voto

Titolo originale: Ladri di barzellette
Regia: Bruno Colella e Leonardo Giuliano
Anno: 2004
Durata: 84 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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