Mery per sempre (1989)

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La Sicilia ha tanti fiumi:
Simeto, Alcàntara, Ànapo, Bèlice, Dittàino, Gornalunga, Plàtani, Salso, Acate, Agrò, Arena, Asinaro, Bèlice, Destro, Pietralonga, Fiume Grande, Bèlice Sinistro, Frattina, Bèlici, Braemi, Calderari, Caltagirone, Carbo, Cassìbile, Cerami, Chinìsia, Comunetti, Cutò, Delia, Disueri, Elicona, Ferro, Ficarazzi, Freddo, Furiano, Gallo d’Oro, Gela, Gibbesi, Grande, Iato, Imera, Ippari, Irminio, Ispica, Lentini, Lodderi, Magazzolo, Marcanzotta, Marcellino, Màrgana, Margherito, Maroglio, Màzaro, Mazzarra, Mela, Mìlicia, Modione, Monaci, Morello, Naro, Naso, Niceto, Nocella, Oreto, Palma, Patri, Pòllina, Rincione, Rosmarino, S. Bartolomeo, S. Leonardo, S. Stèfano, Salito, Saracena, Sàvoca, Sènore, Serravalle, Sosio, Sotto di Troina, Tellaro, Tèrmini, Timeto, Torto, Trinità, Troìna, Tùrvoli, Tusa, Verdura, Vìcari, Zappulla.
I fiumi di Sicilia sono tanti, però spesso i Siciliani non hanno l’acqua.
E perché?
Perché in Sicilia c’è la Mafia che sull’acqua c’ha fondato il suo impero fatto di violenza, ingiustizia e omertà.
Questo i Siciliani delle periferie disagiate di Palermo non lo sanno; per loro la Mafia è quasi un bene: la Mafia ti dà un lavoro, la Mafia dà un senso alla tua vita di stenti e calci in bocca, nella Mafia puoi diventare qualcuno se sai farti valere, e non serve un titolo di studi, e non serve saper leggere e scrivere.
Basta un coltello, il buio della notte e una buona dose di stupidità per “svoltare”, per fare il boss.
Anche i ragazzini non sono esenti da questa legge della giungla, e più spesso che mai vengono pizzicati in flagranza di reato e spediti in carceri minorili, come il Malaspina di Palermo.
Marco Terzi è un professore di liceo di Milano che si ritrova ad insegnare nel Malaspina; ha una classe di pochi ma agguerriti ragazzi, i quali vedono in lui un’altra estensione dello stato, quello stesso stato italiano che si interessa a loro solo quando è tempo di sbatterli in galera, solo per punirli, come un padre padrone di 200 anni fa.
Marco questo lo capisce presto e vuole quindi segnare una svolta, seppur piccola, nelle vite dei suoi studenti.

Mery per sempre (1989)
né carne e né pesce… come Matteo Renzi

Mery per sempre è stato un film epocale: alla sua uscita, questa piccola ma importantissima pellicola neorealista è stata salutata da molti come una boccata d’aria fresca nel cinema buonista italiano che ha sempre trattato i problemi del bel paese a canzonette e barzellette.
Qui si fa sul serio invece, i ragazzi sono presi dalla strada e le loro recitazioni paiono più realistiche che mai, le caratterizzazioni sono brevi ma incisive, ogni personaggio e ogni luogo di questo cesso di città martoriata dall’inedia e dagli schiaffi sono introdotti allo spettatore con precisione e arte, quasi come in una poesia alla morte.
Diretta da Marco Risi, figlio del grande Dino, questa pellicola fa parte di quel breve elenco di film a cavallo tra anni ’80 e ’90 che hanno saputo trattare temi sociali importanti con una cura, una profondità ed un’empatia che solo una coscienza politica d’altri tempi poteva darti.

Andati sono i tempi in cui un transessuale minorenne poteva fare la lezione al personaggio principale, uno pieno di buoni propositi ma distaccato dalla realtà quotidiana dei suoi giovani e disperati studenti.
Oggi invece prevale la voglia di fare la lezioncina imparata sui libri, senza aver capito quanto quei libri la gente comune non li sappia leggere.

VOTO:
4 libri e mezzo

Mery-per-sempre-(1989)-Voto

Titolo originale: Mery per sempre
Regia: Marco Risi
Anno: 1989
Durata: 102 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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