L’odore della notte (1998)

Remo Guerra fa le rapine: tipo che prende una pistola, una macchina, e due compari e poi segue le ricche stronzone impellicciate della borghesia romana e le colpisce alla testa e al volto e alla pancia fino a che non cadono a terra e mollano la grana e i gioielli e le pellicce e quel sorrisetto da stronze che la vita da privilegiate ha regalato loro.
Remo lo fa sì certo per i soldi, ma anche per un non ben specificato senso di malessere che sente dentro, un male che lo consuma e gli impedisce d’amare se stesso e chi gli sta attorno.
Rapina dopo rapina, tristezza dopo tristezza, Remo continua a delinquere per inerzia, come se aspettasse solo di sbattere contro un muro per fermarsi, per porre fine ad una vita stritolata tra cuore e budella.

L’odore della notte (1998)
una candela che brucia da entrambi i lati

Dopo Amore tossico e prima di Non essere cattivo, questo bel film di Claudio Caligari narra le vicende di uno dei tanti gruppi di esclusi della Roma di fine secolo, una città decrepita e senza vergogna che campa (secondo il caro e vecchio Goethe) mostrando ai turisti il cadavere della nonna.
Girato con maggiore padronanza tecnica rispetto al fantastico esordio dell’83 tanto che l’inizio respira quasi di teatralità sperimentale nella sua narrazione in bilico tra una serie di monologhi esistenzialisti e una raffica di cazzotti in bocca ai ricchi romani che si farebbero inculare pur di non mollare la collana, L’odore della notte tende a sfilacciarsi un po’ con il progredire della storia fino a giungere ad un finale per certi versi deludente e telefonato.
D’altra parte c’è da dire che è lo stesso Remo ad esplicitare in più occasioni la sua interna e autodistruttiva voglia d’essere beccato, per mettere fine ai suoi pensieri suicidoidi.
Emblematico a tal proposito è l’incontro in ospedale ad inizio film con il poliziotto che ha tentato il suicidio sparandosi un colpo in bocca e che viene ora nascosto alla vista dei colleghi con un paravento, come se le emozioni che ci rendono tutti umani e che spesso ci fanno soffrire siano cose da sopprimere, dentro in fondo al cuore, fino a che un giorno risalgono come un conato di vomito pieno di bile e rabbia verso chi ci comanda e ci tiene a bada facendoci camminare le nostre tristi vite lungo strade di città decrepite e senza vergogna.

VOTO:
4 Goethe

L’odore della notte (1998) voto

Titolo inglese: The Scent of the Night
Regia: Claudio Caligari
Anno: 1998
Durata: 101 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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