Sonatine (1993)

Murakawa è un mafioso annichilito dalla vita di merda che vive, tra eccessi di violenza e sospiri per un mondo alternativo che non è successo, ed è proprio sul punto di prendere armi e bagagli e mandare il mondo intero a puttane quando il caso vuole che invece sia lui ad andare a puttane nel senso che viene mandato dal boss in missione ad Okinawa per placare una faida tra la loro ghenga ed una rivale; una missione che appare subito tanto strana quanto pericolosa.

Arrivati i mafiosi in missione sull’isola, il tempo si cristallizza con la detonazione di una bomba nel loro ufficio zozzo di cesso e qui comincia la regressione infantile che porterà tutti loro dentro la fregna tombale delle loro madri.

Sonatine (1993)

Quarto film del regista giapponese più famoso tra il 1996 e il 1997 e pellicola dai toni amari e sconsolati come i cazzi dei protagonisti: non c’è via di scampo dal destino scespiriano che attende i personaggi e questi non possono fare altro che giocare sulla spiaggia come esuberanti ragazzini.

Il ritmo non è certamente incalzante, un po’ da tradizione e un po’ per estendere gli ultimi momenti spensierati di questi reietti della società, ricordiamo che gli yakuza nascono dalla casta degli intoccabili, ma sicuramente chi avrà denti per rosicarsi le unghie avrà anche la fortuna di vedere un bel film.

E ricordatevi sempre:

Il mio nome è Jem, sono una cantante,
bella e stravagante e ballo il rock and roll.
Vesto assai elegante e certe volte lo sai,
sono esuberante!

VOTO:
4 Jem

Sonatine (1993) voto

Titolo: ソナチネ
Regia: Takeshi Kitano
Durata: 1 ora e 34 minuti
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I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: un Film una Recensione

I was Born, I Live, I will Die

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