Trainspotting (1996)

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Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro.
Le ragioni ? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina!

– Mark Renton

Renton è uno scozzese di Edimburgo, un giovane come tanti, niente di speciale in lui, se non quel vizietto dell’eroina, una delle più pericolose droghe al mondo.
Renton è circondato da una serie di amici uno più strambo dell’altro; una generazione di teste calde, nullafacenti e opportunisti che vivono vite spezzate fatte di pura esistenza, niente che lasci una traccia del loro passaggio in questo mondo.
Non è un caso che l’unico neonato del film muoia per negligenza loro: troppo impegnati a “cavalcare il drago”, non si accorgono che il bambino nella culla è morto per soffocamento, e da parecchio tempo.

Mark, come lo chiamano i genitori e la gente “perbene”, cerca più volte di uscire dal tunnel, di ripulirsi le vene, di gettare quella merda sintetica fuori dal suo corpo emaciato e consumato da una voglia di passioni ed emozioni che la società di oggi è incapace di somministrare.
Purtroppo però uscire dal circolo vizioso non è semplice e forse l’unica via è uniformarsi alla massa, diventare come gli altri: e cioè, fottere il prossimo sperando che questo spinga un po’ più lontano il giorno in cui morirai.

Un ottimo film, se non ti chiami Giovanardi.

Titolo originale: Trainspotting
Regia: Danny Boyle
Anno: 1996
Durata: 94 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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