Il piccolo Brian vede suo padre pompiere pompinaro saltare in aria in un furente sbombo pirotecnico al 3 piano di un palazzo del cazzo e da quel momento gli rimane come la vaga sensazione che forse è meglio non avere a che fare col fuoco stronzetto e vigliacco.
Anni e anni dopo, spinto dalla disoccupazione e non volendo fare il carabiniere infame, torna suoi suoi passi e si arruola nel glorioso corpo dei vigili del fuoco pagati dalle tasse statali e quindi basati sul principio comunista per cui tutti contribuiscono per quanto possono e usufruiscono per quanto hanno bisogno, ma suo fratello veterano del corpo e frocio nell’animo è di tutt’altro avviso e le tenta tutte pur di farlo dimettere.
Nel mentre di questa diatriba familiare da operetta coreana, si deve anche trovare il killer della ventata addietro che non è un petomane ma bensì un piromane che sfrutta le sue conoscenze del fuoco per far volare 200 metri in linea retta chi lui ha in antipatia.

Primo successo commerciale per Ron capello rosso Howard e sviolinata patetica per l’eroismo e il cameratismo maschilista ed ignorante.
Scritto da Gregory Mario Widen che sarebbe lo stesso che ha partorito Highlander e The Prophecy ed interpretato da Kurt Russell baffone sì baffone no, William Baldwin e Robert De Niro, questo film non è avvincente quanto vorrebbe far credere, non è intelligente, non è corto, non è sorprendente, non è erotico, non è politicamente accettabile e non è rotto in culo, indi per cui poscia alza la coscia e piscia.
VOTO:
2 cosce e mezza

Titolo: Backdraft
Regia: Ron Howard
Durata: 2 ore e 17 minuti
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