Ghost in the Shell (1995)

Nel 2026 il mondo è oramai invaso dai cyborg e Motoko Kusanagi, una di loro al servizio della Sezione 9 della polizia giapponese, deve tirare il ragno dal buco del mistero attorno al fantomatico Burattinaio, un’entità senza volto né sesso che sta seminando un po’ di panico tra i pezzi grossi governativi infiltrando sistemi informatici e cervelli cibernetici.

Chi è e cosa vuole questo Burattinaio che sta muovendo le fila di un piano tanto oscuro quanto minaccioso?

Ghost in the Shell (1995)

Anime culto degli anni ’90 che ha influenzato non poco la fantascienza a seguire (vedi Matrix) e che rappresenta forse uno degli esempi migliori di connubio tra misticismo, scienza e filosofia in salsa nipponica.

Leggermente calante nella tensione narrativa, mantiene comunque dall’inizio alla fine una bellissima atmosfera quasi surreale, nonostante l’estrema fisicità e della tematica cibernetica e della carica di violenza.

Un’ottima animazione e delle musiche spesso suggestive accompagnano lo spettatore in un viaggio negli abissi d’acciaio di una Tokyo sommersa dall’acqua che rimane di difficile comprensione, sia per i personaggi che la popolano che per lo spettatore.

VOTO:
3 salse e mezzo

Ghost in the Shell (1995) voto

Titolo originale: 攻殻機動隊
Regia: Mamoru Oshii
Durata: 1 ora e 23 minuti
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Autore: un Film una Recensione

I was Born, I Live, I will Die

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