Ghostbusters: Afterlife (2021)

Passano gli anni, passano i governi, ma nessuno può scordare quella volta che hai bestemmiato alla mensa dei poveri di Poggio Bassano Terme.

Quasi nessuno invece sembra ricordare che nel 1984 un mostro alto 50 piani ha devastato New York mentre una selva di spiriti e spiritelli creavano scompiglio per le strade; l’era dell’informatica, le notizie a portata di un click, video, podcast, articoli su articoli eppure dei ragazzini americani ignorano l’esistenza dell’aldilà per come ce l’ha rappresentato questo film.

E in questo mare d’ignavia la famiglia di Egon Spengler si ritrova suo malgrado alle prese con la pesante eredità del defunto acchiappafantasmi e no, non intendo un getto di peperonata rimesso poco prima di tirare le cuoia, ma bensì una casa campagnola dove Egon fotteva melma e teneva a bada Gozer il gozeriano con fasci protonici dalla punta della sua cappella.

pin pum pam

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Rivisitazione in chiave capitalista di un film già ampiamente fascio-liberale e chiara operazione nostalgia volta a catturare i soldi di chi ha 40 anni e costringe i propri figli ad andare a vedere gli acchiappafantasmi perché non ha mai superato la fase anale, tant’è che ama vedere le donne cacare da sotto un tavolino di vetro mentre pensa alla grandezza del suo impero dei sensi.

Tolto il fatto che il film è fatto bene, è simpatico e presenta un deplorevole cameo che non spoilero per non rovinare il disgusto ma che comunque è comprensibile, voglio sottolineare come non sia obbligatorio mettere sul mercato soft reboot di film andati bene al botteghino solo perché si sono finite le idee buone ma si vuole mantenere il proprio stile di vita da privilegiato del cazzo.

E ricordati che nessun attore ha perso il lavoro perché non vaccinato; quello che lavora al bar di Poggio Bassano Terme, sì.

VOTO:
3 privilegiati del cazzo

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Titolo francese: S.O.S. fantômes: L’héritage
Regia: Jason Reitman
Durata: 2 ore e 4 minuti
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I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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