La croce dalle 7 pietre (1987)

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Questo è un film che non si scorda facilmente, nel senso peggiore del termine.
Ci troviamo di fronte ad una storia farneticante di lupi mannari, criminalità organizzata (da cui il favoloso titolo alternativo Il lupo mannaro contro la camorra), demoni lussuriosi, cristianesimo medievale, tette al vento e maschere imbarazzanti.

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maschere imbarazzanti che odiano gli sgabelli

Opera prima di Marco Antonio Andolfi che si è fatto produrre il tutto dal Ministero dei beni culturali (!!!), La croce dalle 7 pietre narra le bizzarre avventure dell’impiegato di banca romano Marco Sartori il quale viene invitato a Napoli dalla lontana cugina Carmela la quale in realtà è Elena, un’amica della cugina, che si è (non si sa perché) invaghita di lui dai racconti di Carmela e che però scompare dopo appena 10 minuti quando Marco viene scippato della sua preziosa croce da tamarro gitano.

Ci siete ancora? Perché diventa peggio.

Alla disperata ricerca di questa croce magica la quale impedisce la sua trasformazione in lupo mannaro per opera del demonio Aborym, Marco risale al ricettatore locale Totonno O’Cafone (…) il quale gli dice che il gioiello è nelle mani di Don Raffaele Esposito, potente camorrista un po’ effemminato, il quale a sua volta l’ha regalato ad una maga/prostituta romana di nome Armisia.
Seguìto a ruota da una puttana/spacciatrice conosciuta la sera prima di nome Maria (nome non casuale), Marco alla fine riesce a rientrare in possesso della croce e recarsi così finalmente in Vaticano insieme alla sua nuova fiamma mentre un enorme Gesù appare sopra il cupolone.

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in mezzo c’è pure Fellini in versione sadomaso

La croce dalle 7 pietre è un film di merda, non si scappa: recitazioni terrificanti, effetti speciali mostruosi (dello stesso regista sotto lo pseudonimo di Eddy Endolf) e una storia confusionaria stupida e buonista.

In questo marasma di vomito putrescente ogni tanto nascono però dei siparietti involontariamente esilaranti: tipo la signora romana che dice “A li mortacci sua, quella mignottona” in riferimento alla maga Armisia, o il guardaspalle del boss Esposito che si lamenta della moglie mentre un altro gli dice di lasciar perdere e di andare a vedere Maradona (dove?!), oppure quando Marco acciuffa uno degli scippatori al suono di “All’anima de li mortacci tua, te riconosco!”, o infine il commissario di polizia che dice al maggiordomo nero “Cosa è successo di tanto urgente? Forse qualcuno vi ha rubato qualche cioccolatino…eh tartufon?”

Eh, capito?
Perché è nero!
Come i cioccolatini!!
E come il tartufo al caffé!!!

EH !!!!!!!

Il regista Andolfi, a proposito del film, si è espresso così: Il messaggio finale è Gesù Cristo e il demonio, l’eterna guerra mascherata tra il bene e il male.

Aggiungerei un Coddio.

VOTO:
1 coddio

La croce dalle 7 pietre (1987) Voto

Titolo alternativo: Il lupo mannaro contro la camorra
Regia: Marco Antonio Andolfi
Anno: 1987
Durata: 88 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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