La forma dell’acqua (2017)

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I ruggenti anni ’60 erano anni durante i quali valeva la pena essere un uomo bianco americano.

Donne, handicappati, negri, froci e creature anfibie erano relegate agli angoli della società civile in posizioni di subalternità completa e se provavano a ribellarsi era giù di bastonate sui denti rotti e spezzati maledetti parassiti della società quant’è vero iddio vi faccio il culo e state zitti mentre l’uomo bianco parla.

Natura dei sentimenti, ordine costituito ed accettazione dell’altro sono importanti quesiti che la pellicola pone al suo pubblico; ma la domanda principale resta una e una sola: quanto in basso sei capace di spingerti pur di trovare qualcuno con cui scopare?

La forma dell'acqua (2017)

Splendida favola per bambini e adolescenti (che non dispiacerà ad un pubblico adulto) tutta incentrata sul diverso e sulla sua inclusione, sia da parte della maggioranza e sia (soprattutto) da parte della minoranza stessa, con evidenti ricadute sull’accettazione di sé stessi.
Il tutto raccontato non attraverso i soliti occhi dell’elite di comando tipo scienziati e militari, ma prendendo il punto di vista di quella maggioranza silenziosa che con sudore e con dolore manda avanti le nostre civiltà post-industriali, i proletari senza famiglia e senza figli.

La messa in scena di un mondo in parte scomparso fatto di casette a schiera con la macchina parcheggiata sul vialetto, mogli logorroiche ed ossessive compulsive, ristoranti per soli bianchi eterosessuali, basi militari segrete sotterranee e spie russe coi capelli a spazzola è assolutamente impeccabile.
E sbaglia chi evidenzia l’evidente stereotipia di una donna delle pulizie nera grassa e chiaccherona o di un vecchio frocio col toupet in testa e 28 gatti per casa perché non sono altro che l’esplicitazione della natura favolistica del progetto.

In ultimo, due parole sui sottotesti narrativi: qualcuno ha ipotizzato che la muta protagonista sia in realtà (almeno parzialmente) anfibia essa stessa, e questo giustificherebbe il finale; io invece propongo una teoria un po’ più scomoda.

Come il mostro si è cibato del gatto del vecchio frocione, anche i genitori della muta sono stati uccisi/fagocitati dallo stesso mentre la piccola si è salvata riportando solo superficiali ferite al collo (similarmente al colonnello cattivone Richard Strickland).
Questo andrebbe a delineare una morale molto più adulta (e un pizzico socialmente pericolosa) ovvero che nessuno è totalmente buono o cattivo e la lezione della vita è imparare ad abbbracciare tutto il creato per quello che è, anche quello che consideri tua antitesi; perché, come lucidamente esprime il vecchio dopo essere stato fugacemente attaccato dalla creatura, il loro mostruoso amico è una bestia selvatica, non sa far altro, non si può cambiare la sua natura… dichiarando implicitamente che o la si accetta o la si rigetta totalmente, non ci sono mezze misure.

VOTO:
5 mostri

La forma dell'acqua (2017)

Titolo originale: The Shape of Water
Regia: Guillermo del Toro
Anno: 2017
Durata: 123 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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