Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)

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Enzo Ceccotti è un poveraccio di Tor Bella Monaca che va avanti con piccoli furti da girare poi ad un ricettatore suo vicino di casa il quale abusa della figlia Alessia fin da quando era piccola e che per questo le ha provocato un blocco psicologico che l’ha lasciata in piena fase pre-adolescenziale.

Le sorti del poveraccio in questione cambiano radicalmente quando viene a contatto con del materiale radioattivo non meglio identificato che lo trasforma nottetempo in una sorta di supereroe: indistruttibile, dotato di una forza sovraumana e una resistenza virtualmente infinita.
Presto lo schivo Ceccotti imparerà ad usare questi suoi poteri per il bene comune anche e soprattutto grazie alla frequentazione con Alessia, patita del cartone animato Jeeg Robot, che lei comprensibilmente identifica col forzuto e deluso Enzo.

Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)

Partendo dal presupposto del film col supereroe, la pellicola prende fortunatamente altre vie andando a pescare nell’immaginario fumettistico e politico italiano grazie anche ad una realizzazione tecnica eccellente (considerando il budget esiguo) e delle interpretazioni, semplici nella loro caricaturalità, ma superbamente contenute per tutto quel carico da dodici taciuto che fuoriesce per vie traverse e vagamente marginali, tipo la triste omosessualità dello Zingaro.

Molte le scene da ricordare ed elogiare, una su tutte quella tra Enzo ed Alessia, interpretata da un’incommensurabile talento naturale e per nulla stereotipato rispondente al nome di Ilenia Pastorelli, con quest’ultima che mette i brividi lungo la schiena mentre piange e prega temendo di rivivere le sue passate violenze represse.

Devo ammettere che, visto l’enorme successo di pubblico che questo film aveva ottenuto tra pubblico e critica, io mi ero un po’ smosciato all’idea di vederlo temendo l’ennesima bolla speculativa pompata ad arte dalla misera industria filmica romana… e invece devo ammettere che vale molto, sia per l’impatto emotivo che per quello politico:

perché, nonostante il pericolo d’identificazione fascista col supereroe salvatore dell’umanità, la storia riesce comunque a far passare il messaggio, soprattutto tramite il candore di Alessia e l’educazione sentimentale a cui sottopone il frettoloso Enzo, che l’altruismo è il potere più grande dell’essere umano e che non è mai troppo tardi per amare il prossimo tuo come te stesso.

VOTO:
4 altruisti

Lo chiamavano Jeeg Robot (2015) voto

Titolo inglese: They Call Me Jeeg
Regia: Gabriele Mainetti
Anno: 2015
Durata: 112 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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