Saving Mes Aynak (2014)

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Il Buddismo è quella pratica religiosa inventata da Siddhārtha Gautama, anche noto come il Buddha, un uomo nato in Nepal circa 400 anni prima di Gesù il quale ha predicato per 40 anni la sua filosofia spiccia, riassumibile nel “giusto mezzo tra l’ascetismo e l’ingordigia”, per le vaste lande dell’India nord orientale.

Vale la pena ricordare che i buddisti hanno spesso praticato l’arte della guerra (ho visto con i miei occhi un braccio mummificato di un guerriero mussulmano in un tempio buddista in Ladakh), hanno un forte pregiudizio verso le donne tanto da non permettere loro pari diritti, e vivono di offerte della popolazione locale (una volta erano le mandorle, oggi gli orologi d’oro).

Detto questo, il Buddismo si è diffuso in lungo e largo, scavalcando le frontiere naturali del sub-continente indiano, e questo documentario vuole gettare un po’ di luce sul suo lascito in Afghanistan, la stessa terra dove nel 2001 i Talebani hanno fatto saltare in aria i due giganteschi Buddha di pietra di Bamiyan per protesta contro la follia tutta occidentale di mandare tonnellate di soldi per la riparazione di due pezzi di pietra quando milioni di afghani stavano morendo di fame.
E come dar loro torto?

Saving Mes Aynak (2014)
non ho l’acqua potabile, però ho un grande passato sotto i piedi

Documentario propaganda per cercare di aizzare l’opinione internazionale sull’imminente distruzione di Mes Aynak (uno dei siti buddisti più antichi del mondo costruito su uno dei più grandi giacimenti di rame del mondo) ad opera della MCC, la spietata compagnia di estrazione mineraria statale cinese.

Nonostante lo sforzo produttivo sia da elogiare (il regista ha fatto praticamente tutto da solo, girando materiale per 18 mesi sotto la costante paura delle mine anti uomo e dei briganti), la cosa più importante dell’intera operazione è forse la riuscita della “colletta dei sette mari” per pagare qualche arretrato dei poveri operai reclutati tra la popolazione locale, un manipolo di esseri umani sfiancati da secoli di sopprusi e conquiste da parte di questo o quell’altro invasore.
Come dice uno dei vecchi di uno dei villaggi presto sfrattati dalla miniera cinese a cielo aperto, in Afghanistan non c’è Al Qaeda, ci sono solo un sacco di persone che si sono rotte il cazzo di essere prese per il culo.

VOTO:
4 orologi d’oro

Saving Mes Aynak (2014) voto

Titolo originale: Saving Mes Aynak
Regia: Brent E. Huffman
Anno: 2014
Durata: 60 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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