Seoul Station (2016)

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Alla stazione centrale di Seul, capitale di un paese colonizzato dagli Stati Uniti d’America e totalmente prono alle politiche liberiste da quattro soldi della crema sburrata capitalista, avviene un fatto totalmente normale per un paese di merda come la Corea del sud: un povero anziano viene lasciato morire senza che nessuno lo porti all’ospedale o gli presti il minimo soccorso… e questo segna l’inizio dell’invasione zombie comunista.

Perché succede che quel vecchio si trasforma in morto vivente ed innesca la tipica reazione a catena che porta nel giro di 24 ore ad avere i soldati per strada coi fucili puntati sui civili che zompano sulle camionette in cerca di una via di fuga dagli assatanati zombie comunisti.

E in questo parapiglia furioso di bava e sangue, una giovane scappata di casa è intenzionata a candidarsi con il partito più gonfio di buffoni scappati casa: Azione di Carlo Calenda.
Riuscirà nel suo intento?

Seoul Station (2016)

Ecco il prequel di quel film coreano sugli zombie con papà succhia bocchini liberisti e figlia stronza stuprata cieca.

Allora: la storia non ha nulla di eccezionale e ricalca più o meno le solite dinamiche del genere, ma questo viene controbilanciato da un’ottima animazione ed una narrazione abbastanza minimalista che sceglie di concentrarsi sui personaggi che costellano la storia piuttosto che sulla gran caciara, riuscendo nell’impresa di dare ad ognuno di loro un ben definito spessore con poche pennellate.

Esemplare a questo proposito la lunga introduzione prima dell’invasione, con tutta l’agonia del paziente zero assistito da un altro senzatetto che, nonostante venga respinto da tutti e tutti, cerca disperatamente di salvare il suo amico da morte certa.

VOTO:
3 senzatetto e mezzo

Seoul Station (2016) voto

 

Titolo giapponese: ソウル・ステーション パンデミック
Regia: Yeon Sang-ho
Durata: 1 ora e 32 minuti
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I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: un Film una Recensione

I was Born, I Live, I will Die

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