Spaghetti Story (2013)

Spaghetti Story (2013)

I critici italiani sono per la maggior parte delle emerite teste di cazzo con poco gusto e molta pomposa miserrima dialettica.
E’ il caso di Cristina Raschio che, recensendo Spaghetti Story (delizioso film romano a basso costo), è riuscita a scrivere una frase del genere:

Il film, primo lungometraggio del regista romano Ciro De Caro, parla della precarietà giovanile, ma lo fa in maniera inedita, semplice, genuina. Proprio come un piatto di spaghetti.

….

Se uno dotato di un minimo di gusto letterario leggesse la suddetta frase, penserebbe che il film è una cacata pazzesca e il critico stia vanamente cercando di addolcire la pillola di una recensione pagata dal distributore, ovviamente facendolo con la sciatteria e lo stile di un ragazzino di terza media che prova a fare il poeta col tema in classe sul Risorgimento.

Si dà il caso infatti che un piatto di pasta non sia Né inedito, Né semplice e Né genuino.
Inedito, semplice e genuino sono infatti tre aggettivi che suonano bene messi insieme e possono dare un vago sentore di freschezza e originalità, ma che in realtà non vogliono dire proprio nulla.

Cara Cristina, se volevi parlare bene del film potevi dire questo:

Spaghetti Story è una ventata d’aria fresca nello stantio panorama cinematografico italiano; insospettatamente proveniente da Roma, capitale del cinema grasso e stupido, del “bona la prima”, e del “dottore, quanti cucchiarini ce vole ner caffe?”, questa piccola pellicola riesce invece ad elevare la mediocrità del romano medio, il suo bonario provincialismo ad una dimensione più alta, quasi romantica, e lo fa senza pretese e pippe intellettuali.

Valerio, il protagonista, è un’aspirante attore in un sistema italia al collasso e per pagare le bollette fa il clown alle feste per bambini; Scheggia, suo amico d’infanzia, spaccia droga e sembra paradossalmente più inquadrato in un’ottica di risparmio e progettazione del futuro e a tal proposito è splendido lo scambio tra i due con quest’ultimo che dice “ma non lo vedi che sei un fallito, quelli come te come fanno a progettarsi un futuro, a fasse ‘na famija, io invece metto i sordi da parte, sto a pensa’ pure de compramme casa, te metterei in regola io, coi contributi e tutto, se solo la legge non fosse così infame“.

Valerio è un fallito, sì; un ragazzo incapace di crescere e attaccato ad una quotidianità rassicurante fatta di sogni, amici d’infanzia e giocattoli. Ma è anche il sottoprodotto dei nostri tempi fatti di precarietà, capitalismo sfrontato e attacco allo stato sociale.
La sua ragazza Sara invece spinge forte per un cambio di rotta, magari un posto fisso, abbandonare i sogni e mettere su famiglia, e la relazione non potrà che subire un colpo.

La cosa straordinaria di Spaghetti Story è che è stata girata in 10 giorni con 15mila euro di budget, su una camera DSLR Canon 5D, un paio di Kino Flo e un ottica (se non sbaglio un 50mm).
Fine, niente fronzoli, niente grandi nomi, ma solo bravissimi attori, una storia semplice ma efficace e un ritmo accelerato che permette di non annoiarsi mai.

Ecco Cristina Raschio cosa potevi scrivere invece di tirare in ballo quella cazzata del piatto di spaghetti.

Rimandata a settembre.

Titolo originale: Spaghetti Story
Regia: Ciro De Caro
Anno: 2013
Durata: 82 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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