Still Life (2013)

Nella Londra contemporanea quando uno muore solo e senza affetti e si devono rintracciare i parenti del deceduto per comunicare loro la triste notizia, il Comune manda John May, un impiegato 44enne tipicamente inglese nella sua esteriore mediocrità e nei suoi costumi frugali, il quale setaccia con triste minuziosità la casa del morto alla ricerca di indizi che possano gettare un raggio di luce sul mistero di quella solitaria vita appena finita.

Il cinema ha la straordinaria capacità di mettere in risalto i molteplici dettagli che compongono una storia e grazie quindi ai primi piani e ai microfoni e all’occhio scrupoloso del regista, possiamo seguire le vicende dei nostri protagonisti con una vicinanza e un realismo tali da far sentire noi stessi parte degli eventi ivi mostrati.
John May, con la sua capacità d’osservazione ed un’indubbia sincronicità caratteriale, riesce ad entrare in empatico contatto con quelle persone che, per una ragione o per un’altra, hanno passato i loro ultimi mesi (od anni) senza l’affetto di una persona cara, un amico, qualcuno con cui condividere quel fardello a volte molto pesante che chiamiamo vita.
Ed è con William Stoke, il suo ultimo caso prima d’essere licenziato per ridimensionamento delle risorse municipali, che John compie il suo capolavoro: passo dopo passo, con certosina pedanteria, rintraccia una ad una le persone che hanno rappresentato qualcosa per Billy e che Billy ha in un modo o nell’altro toccato con la sua burrascosa e incontrollabile voglia di vivere fuori dai rigidi schemi inglesi.
Dall’amico del college, all’amore di gioventù, dai commilitoni durante la guerra delle Falklands ai barboni compagni di bevute, John rintraccia tutto e tutti nella speranza di donare al vecchio Billy un funerale pieno di affetto e allo stesso tempo creare un senso alla sua vita solitaria di impiegato comunale.

Il regista Uberto Pasolini, parente di Visconti e non di Pierpaolo, lavora per sottrazione: con la tavolozza dei colori che gira sempre intorno al grigio e un personaggio principale che ha l’innata capacità di lasciare gli altri parlare, Still Life coinvolge lo spettatore secondo modi e tempistiche inusuali (ma non per questo indesiderati) e l’apparente accumulazione di personaggi e storie che John va via via scoprendo sono in realtà un efficace modo per togliere quei chili di polvere e oblio che anno dopo anno ci ricoprono e ci fanno inesorabilmente invecchiare.

VOTO:
4 Pierpaolo e mezzo

Still Life (2013) Voto

Titolo originale: Still Life
Regia: Uberto Pasolini
Anno: 2013
Durata: 92 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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