The Conjuring – il caso Enfield (2016)

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Storia di quattro bambini inglesi poveri e senza padre che, per racimolare l’attenzione di una madre nervosa e assente, si inventano la presenza in casa dello spirito inquieto di un vecchio sdentato sollevando un vespaio di polemiche intorno alla veridicità delle loro affermazioni e facendo arrivare per direttissima dalle Americhe i coniugi Lorain e Edward Warren, noti bugiardi del paranormale, i quali non perdono un attimo nell’infilar le loro sudicie mani nella triste melma di un’Inghilterra sottoproletaria alla disperata ricerca di un’identità di classe oramai persa durante gli anni bui di Margaret Thatcher, il più bell’uomo della storia del conservatorismo anglo-sassone.

The Conjuring – il caso Enfield (2016)

Seguito di quella perla cattolica mascherata da film dell’orrore chiamata The Conjuring che (come alcuni dei miei più assidui lettori ricorderanno) mi aveva fatto venir voglia di bruciare chiese e campanili, questo mediocre secondo capitolo (del quale sinceramente non si sentiva la mancanza) insiste sui temi centrali di alcune vicende realmente accadute ma in termini molto più blandi e molto meno convincenti di come la pellicola vorrebbe farci credere e cioè: gli spiriti esistono e sono incazzati, farsi pagare per cacciarli è una legittima professione e Cristo Salvatore è l’unica via.

Belle le prime volanti inquadrature volte a tratteggiare gli spazi entro i quali si svolgerà l’intero mistero; per il resto, siamo dalle parti di “brufoli e popcorn”.

VOTO:
3 Cristo Salvatore

The Conjuring – il caso Enfield (2016) voto

Titolo originale: The Conjuring 2
Regia: James Wan
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

2 pensieri riguardo “The Conjuring – il caso Enfield (2016)”

  1. Avendo visto il precedente Conjuring e avendo letto questa recensione, direi che posso risparmiarmi due ore e un quarto di frappè di zebedei. Non disdegno mai un bell’horror, che faccia effettivamente paura e che (possibilmente, ma qui resto perennemente deluso) abbia un finale quantomeno sensato. Se alla fine arrivano Gesù bambino e la fede cieca (nonché ottusa) a salvare capra e cavolo vuol dire che chi ha scritto ‘sta roba: 1) non aveva alcuna intenzione di sbattersi neanche 30 secondi sulla trama; 2) porta avanti un catechismo per mentecatti del ventunesimo secolo, roba da far passare Johann Tetzel per un convinto sostenitore dell’evoluzionismo (mi si perdoni il paradosso temporale). E a me rototraslano le gonadi. Bravo! Anche se tre Cristi sono pure troppi (o troppo pochi, dipende … )

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