Charlie’s Country (2013)

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Charlie è un Yolngu, un aborigeno australiano delle terre del nord, che fatica non poco a vivere una vita decente e rispettosa delle regole dell’uomo bianco.
La sua terra è stata strappata via dai coloni inglesi un secolo fa e Charlie, come tanti altri nativi, si ritrova per strada, vestito di stracci, e nella più totale incapacità di conciliare le sue tradizioni culturali con il modo di vivere occidentale.
La polizia gli confisca la pistola che usa per cacciare e la jeep dell’amico che usa per spostarsi e il bufalo d’acqua che hanno catturato e la lancia che si è costruito da solo; l’uomo bianco infatti ha introdotto un sistema economico-sociale totalmente estraneo alle popolazioni locali e poi ha preteso che questi locali si adattassero senza batter ciglio.
Insomma, la solita vecchia storia della civilta più avanzata che conquista e devasta a suon di mazzate i popoli più indifesi.

Girato secondo i più classici crismi del film minimalista ed assolutamente pieno di buoni intenti, Charlie’s Country è però una vera propria rottura di cazzo.
Fortunatamente sorretto dall’incredibile fisicità di David Gulpilil, una celebrità in Australia per sue doti di danzatore narratore attore cacciatore raccoglitore, questo polpettone insostenibile pieno di sensi di colpa per le atrocità commesse dai bianchi e inzuppato di inquadrature di tramonti belli sì ma che alla fine ‘sti cazzi diviene dopo appena 20 minuti una soporifera tortura per il povero uomo bianco che si è ritrovato a pagare il biglietto nella vana speranza di vedere un’opera politico-sociale interessante.

Considerando invece che lungo il corso del film il nome “Charlie” viene pronuciato 367 volte mentre “Country” viene invocato non meno di 854 volte, tutto quello che si può dire è che, a differenza del Pasto Nudo, il titolo è molto fedele alla trama.

VOTO:
2 bufali d’acqua

Charlie's Country (2013) voto

Titolo originale: Charlie’s Country
Regia: Rolf de Heer
Anno: 2013
Durata: 108 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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